Perché questo elenco, proprio ora
La categoria si è divisa in strategie distinte
Gli influencer virtuali non sono più un'unica cosa. I nomi che attirano attenzione nel 2026 si dividono in almeno tre strategie distinte: personaggi CGI di marca costruiti da studi di produzione (Lil Miquela, ora Tilly Norwood), account "AI Creator" individuali che puntano sul fotorealismo e monetizzano direttamente (Emily Pellegrini), e un genere più recente di account che restano volutamente ambigui sul fatto di essere reali (Ivy Vale, Maya Lanez), dove i video del tipo "è reale o IA?" fanno parte del meccanismo di crescita.
Questo elenco raccoglie i nomi che ricevono oggi reale attenzione nelle ricerche e copertura stampa, ciascuno verificato singolarmente, e non tratto da un'unica classifica. Per una panoramica storica più ampia vedi 15 esempi di influencer virtuali; questo articolo si concentra su chi è di tendenza ora e perché.
Tilly Norwood: dalla polemica a un film
Un attore IA costruito da uno studio di produzione, non da un creator singolo
Tilly Norwood è un attore generato dall'IA creato nel 2025 da Xicoia, la divisione IA della casa di produzione Particle6 (fondata da Eline Van der Velden). Il suo ingresso a Hollywood alla fine del 2025 ha scatenato una vera reazione dell'industria, con attori e agenti che hanno pubblicamente contestato la proposta di rappresentare un "attore" IA accanto ad artisti umani.
La vicenda si è intensificata nel 2026: Tilly dovrebbe ora recitare in un lungometraggio, la commedia drammatica "Misaligned", prodotta da Particle6 con una troupe cinematografica tradizionale (registi, sceneggiatori, montatori) che lavora accanto a specialisti IA. Il film è ambientato in un mondo digitale immaginario soprannominato "Tillyverse" e segue un'IA che si confronta con la propria mancanza di corpo ed esperienza vissuta, una trama che rispecchia la vera polemica sulla sua esistenza. È il segnale più chiaro finora che le persone IA stanno passando dai feed di Instagram alla produzione di intrattenimento mainstream, non solo al marketing.
Lil Miquela: la pioniera della categoria
Creata nel 2016, ancora protagonista di campagne di grandi aziende
Lil Miquela precede quasi tutti i nomi di questo elenco. Creata nel 2016 dalla startup di Los Angeles Brud, unisce l'arte CGI a una writers' room che controlla la sua voce e la sua personalità. I numeri dei follower riportati variano in base alla fonte e alla piattaforma: le stime recenti vanno da circa 2,5 milioni solo su Instagram a oltre 3 milioni tra Instagram e TikTok insieme.
Ha fatto da volto a campagne per Prada, Calvin Klein, Samsung e BMW, tra gli altri grandi marchi, e ha preso pubblicamente posizione su temi come Black Lives Matter e la difesa dei diritti LGBTQI+. Dopo quasi un decennio resta il punto di riferimento con cui ogni influencer virtuale più recente viene confrontato.
Emily Pellegrini: il marchio "AI Creator"
Lanciato nel 2023, dichiarato apertamente, monetizzato con abbonamenti
Emily Pellegrini è stata lanciata su Instagram nel 2023 e ha superato i 213.000 follower. A differenza degli account ambigui descritti più avanti, il profilo di Emily si definisce esplicitamente un "AI Creator", rendendo l'origine artificiale parte del marchio invece di qualcosa da nascondere.
Secondo le cronache, la sua creazione è attribuita a un operatore anonimo noto come "Professor EP", che nel frattempo è diventato una voce pubblica sulla strategia degli influencer IA. Le fonti descrivono guadagni superiori a 10.000 $ al mese, soprattutto dalla vendita di contenuti su Fanvue, con un pubblico prevalentemente maschile e concentrato nella fascia tra 18 e 34 anni.
Milla Sofia: dichiaratamente IA, ma con centinaia di migliaia di follower
La trasparenza non ha frenato la crescita
Milla Sofia è una modella e musicista virtuale finlandese attiva da circa il 2022, che pubblica contenuti su viaggi, lusso e moda. I numeri dei follower riportati variano tra le fonti e sono cresciuti nel tempo; le cifre più recenti la danno a ben oltre 100.000 su TikTok e su Instagram, con alcune cronache più recenti che citano un seguito su Instagram sensibilmente più ampio.
Ciò che rende Milla Sofia notevole in questo elenco è che dichiara apertamente la sua origine IA invece di lasciare che il pubblico indovini, e ha comunque costruito un seguito consistente e monetizzabile (incluse collaborazioni reali con un rivenditore finlandese di accessori). È il contro-esempio più chiaro alla convinzione che l'ambiguità sia necessaria per crescere.
Ivy Vale e Maya Lanez: il genere "reale o IA?"
Account costruiti su un pubblico che non è mai del tutto sicuro
Ivy Vale e Maya Lanez rappresentano un genere distinto sia dai personaggi costruiti dai brand (Miquela, Norwood) sia dai creator singoli dichiarati (Pellegrini, Sofia): account i cui contenuti non confermano mai direttamente se la persona è reale, generando un intero livello secondario di video del tipo "[nome] è reale o IA?" su YouTube e TikTok che funzionano come contenuti di scoperta gratuiti.
La bio Instagram di Ivy Vale presenta l'account come "AI Influencer & Side Hustles" e come una "AI Creator Academy", pur lasciando i singoli post abbastanza ambigui da alimentare le speculazioni tra vero e falso, incluso un insieme di immagini molto discusso che la mostrerebbe a bordocampo durante una partita NBA. Maya Lanez, con seguiti dichiarati nell'ordine delle centinaia di migliaia su Instagram, segue uno schema simile: in alcuni contesti si descrive come "virtual girl", mentre i singoli post alimentano lo stesso dibattito reale-o-IA. Entrambi mostrano che è l'incertezza stessa, non solo il contenuto, a fare il lavoro di marketing.
Il meccanismo di fondo: l'ambiguità come leva di crescita
Una terza strategia, più recente, accanto a quelle di marca e dichiarate
Nomi come Gracie Higgins compaiono nello stesso gruppo di ricerca di Ivy Vale e Maya Lanez per lo stesso motivo: il nome di una vera personalità online si sovrappone a un prodotto con persona IA costruito sulla curiosità reale-o-falso, il che rende difficile, dall'esterno, attribuire con chiarezza ciascun account. Invece di tirare a indovinare la biografia di una persona specifica, la conclusione onesta è il meccanismo in sé: "è reale o IA?" è diventato un genere di contenuto a sé, che genera visualizzazioni indipendentemente dal fatto che l'account sottostante sia una campagna di brand, un creator singolo o un prodotto chatbot che indossa il volto di un influencer.
Questa è una terza strategia distinta rispetto all'approccio costruito dai brand di Lil Miquela e a quello dichiarato di Emily Pellegrini. È anche quella più probabile di attirare attenzione normativa e delle piattaforme in futuro, perché dipende dal fatto che il pubblico non sia sicuro di ciò che sta guardando.
Cosa significa se stai costruendo un influencer IA
La trasparenza è una scelta, non una tassa sulla crescita
Da questo elenco emergono due cose vere contemporaneamente. Primo, la trasparenza non limita la crescita: l'account di Milla Sofia, dichiarato apertamente, ha costruito un seguito reale, e il marchio "AI Creator" di Emily Pellegrini non le ha impedito di monetizzare bene. Secondo, gli account ambigui cavalcano un meccanismo reale ma più rischioso, che attira controlli delle piattaforme e reazioni negative del pubblico nel momento in cui la rivelazione avviene secondo i termini di qualcun altro e non del creator.
Per chi parte da zero, come creare un avatar IA parlante e come creare la personalità di un influencer IA coprono il lato pratico della costruzione. Vedi esempi di influencer virtuali per una panoramica storica più lunga oltre i nomi di tendenza in questo momento.
Fonti
Ogni cifra qui sopra è citata alla sua fonte
- Variety: AI Actor Tilly Norwood to Make Movie Debut
- Deadline: AI Actor Tilly Norwood To 'Star' In Feature Film 'Misaligned'
- YourStory: AI Model Emily Captivates 213K Fans
- bracai.eu: Emily Pellegrini - is it real, who is behind it
- avatarfactory.io: Milla Sofia - Finland's Virtual Model
- Medium: Lil Miquela - How a Virtual Influencer Rewrote Fame

